PROPOSTA D’ISTITUZIONE DI UN’AREA MARINA PROTETTA REGIONALE (AMPR) A TRANI, NELLA BAIA SENZA NOME TRA VILLA COMUNALE, LUNGOMARE CRITOFORO COLOMBO E PENISOLA DI COLONNA

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Premessa

L’Area Marina Protetta Regionale (AMPR) rappresenta un concetto ancora in evoluzione, non ufficialmente riconosciuto come “Area Marina Protetta” a livello nazionale, ma di grande rilevanza per la tutela del mare e delle coste italiane. A differenza delle Aree Marine Protette (AMP), istituite tramite decreti ministeriali, le oasi marine regionali nascono da leggi e regolamenti propri delle singole Regioni, conferendo loro un ruolo fondamentale nella gestione locale delle risorse marine.

In particolare, le AMPR sono di competenza della Regione, che ne definisce obiettivi e regolamentazioni, spesso delegando la gestione a enti locali, associazioni ambientaliste come il WWF, o consorzi specializzati. Questi spazi sono fondamentali per proteggere la biodiversità, salvaguardare gli ecosistemi e promuovere un turismo sostenibile, in un’ottica di equilibrio tra sviluppo e tutela ambientale.

Il contesto geografico e paesaggistico di Trani

Trani, con la sua peculiare conformazione geografica e le sue bellezze architettoniche, si distingue come “la Perla dell’Adriatico”. La città si sviluppa attorno a tre lingue di terra che si protendono nel mare, formando tre baie: quella del porto, quella del Pescatore e la “baia senza nome”, tra Villa Comunale e la penisola di Colonna, che proponiamo di chiamare “baia del Professore”, in onore del prof Mauro Cignarelli. Queste baie, incorniciate da un paesaggio di grande fascino e da un patrimonio architettonico unico, sono state testimoni di secoli di storia e di un rapporto profondo tra città e mare.

Oggi, però, alcune parti di questo patrimonio paesaggistico sono state compromesse dall’edilizia degli anni ’70-’80, che ha alterato lo skyline, dall’inquinamento (legato alla presenza di due canaloni pluviali nei pressi di via Chiarelli) e dal fenomeno dell’erosione marina che ha messo a rischio le mura federiciane della ottocentesca Villa Comunale e i tratti di costa più vulnerabili. La baia senza nome, in particolare, rappresenta un’area di grande potenziale ancora da valorizzare e tutelare.

Una proposta per rigenerare la baia senza nome

L’istituzione di un’Area Marina Regionale in questa baia potrebbe rappresentare un passo decisivo verso la tutela e la valorizzazione di questo angolo di mare. I fondali, parte del SIC Posidonieto di San Vito-Barletta, un tempo ospitavano una ricca biodiversità che, a causa di inquinamento e pesca indiscriminata, si è drasticamente ridotta. La costa, inoltre, è soggetta a erosione durante le violente mareggiate, mettendo a rischio le mura storiche e le infrastrutture vicine.

Proposte di intervento per una rinascita sostenibile

Per rigenerare e tutelare questa preziosa area, si propongono interventi concreti e sostenibili:

  1. Posa di barriere soffolte discontinue: per proteggere i fondali e favorire il ripopolamento.
  2. Ripopolamento e ricostruzione dell’ecosistema perduto: introducendo specie autoctone e creando habitat artificiali.
  3. Restauro del muraglione della Villa Comunale: per prevenire l’erosione e migliorare l’estetica.
  4. Prolungamento del muraglione lungo via Chiarelli: per ridurre l’impatto visiso dei blocchi di pietra ammassati a protezione dai marosi
  5. prolungamento del boschetto della Villa lungo via Chiarelli per nascondere alla vista i palazzi della zona, veri  “ecomostri” . In alternativa, trasformarli in boschi verticali.
  6. manutenzione continua dei due canaloni di sbocco delle acque pluviali, fino a 7 anni fa causa di inquinamento grave della baia con  costruzione di vasche di raccolta e decantazione delle acque metoriche di prima pioggia
  7. recupero alla balneazione di tutto il perimetro costiero della Villa Comunale
  8.  adibire l’ex-ristorante C Colombo a centro universitario  di biologia marina, per studi, allevamento di specie marine animali e vegetali da immettere poi nella baia e cura di grandi animali malati o feriti (tartarughe, delfini)
  9. posa di sculture all’interno della baia per richiamare un turismo subacqueo (sull’esempio di quanto realizzato nella baia di Talamone)
  10.  posa di manufatti di creta o roccia per ospitare tane di pesci e cefalopodi
  11. Sostituzione delle spiagge di ciotoli con arenili
  12. Promuovere iniziative di educazione ambientale e sensibilizzazione tra i cittadini e i visitatori, per valorizzare e proteggere il nostro patrimonio naturale e marino. Organizzare workshop, visite guidate e attività didattiche per coinvolgere tutti nella cura della baia e del territorio circostante.
  13. Implementare sistemi di monitoraggio ambientale per controllare la qualità delle acque e prevenire eventuali rischi di inquinamento, garantendo così un ambiente salubre e sicuro per la fauna e per le persone.
  14. Potenziare le aree verdi e i percorsi pedonali lungo la costa, creando spazi di relax e di socializzazione, e favorendo un turismo sostenibile che rispetti l’ecosistema locale.
  15. Collaborare con associazioni e enti locali per sviluppare progetti di conservazione e ripopolamento delle specie marine autoctone, contribuendo alla biodiversità e alla salute dell’ecosistema marino.
  16. Infine, promuovere eventi culturali e sportivi legati al mare, come regate, mostre fotografiche e festival, per valorizzare la bellezza e l’unicità della nostra baia, attirando visitatori e appassionati da tutta la regione e da altre regioni.

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